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spiritualita ospedaliera top-img

In questa pagina presenteremo delle figure che hanno vissuto il mondo ospedaliero nello spirito del Vangelo e dell'amore al prossimo.
Qui si potranno trovare degli spunti per costruire una riflessione umana e cristiana sul modo di operare la cura del malato.
Ci auspichiamo che coloro che visiteranno questa sezione, troveranno beneficio dalla lettura di queste righe.

San Giuseppe Moscati

Moscati D229

San Giuseppe Moscati, medico (Benevento, 25 luglio 1880 – Napoli, 12 aprile 1927).

Il giovane Giuseppe Moscati, terminati gli studi liceali, opta per la facoltà di medicina avendo già sperimentato il dolore procurato dalla malattia a causa dei problemi di salute incorsi a suo fratello Alberto e a suo padre Francesco colpito da emorragia celebrale. Moscati vive la sua missione di medico in un'epoca non facile: la mentalità positivista apre ad una grande fiducia nelle possibilità dell'uomo ed in particolare della scienza, ma nello stesso tempo la prima guerra mondiale porta alla luce gli effetti devastanti della scienza applicata alla violenza e alla morte. In questo scenario culturale si profila il rischio di dimenticare l'uomo e la sua sofferenza, aumentando così i dolori della malattia con l'indifferenza e la freddezza scientifica. Luci ed ombre del nuovo sapere scientifico-tecnologico appaiono in tutta la loro evidenza, in questo ambiente delicato Moscati vive la sua esperienza di uomo, cristiano e medico, in una città, Napoli, nella quale da sempre i contrasti sono esasperati, e gomito a gomito convivono ricchezza e povertà, bellezza e degrado, genialità ed ignoranza. In questo contesto Moscati assume fino in fondo la missione di medico, vivendola in senso cristiano; come la risposta ad una vocazione di Dio al servizio dei fratelli. Nasce un modo nuovo e speciale di vivere la professione medica che, se da una parte nulla toglie al valore scientifico del lavoro, nello stesso tempo dona alla figura del medico anima, senso, bellezza e dignità. Il Moscati confiderà alla madre che la cura assidua dei suoi pazienti lo avrebbe portato anche a coricarsi nel letto dell'ammalato se fosse stato necessario. La sua cura e la sua terapia non erano basate esclusivamente sulla scienza medica ma anzitutto sulla compassione e l'umanizzazione. Il professor Moscati ha a cuore tutto il malato: il corpo, lo spirito, il modo di vivere e di pensare del paziente diventano dati importanti affinché si possa operare una cura idonea e donare sollievo. Egli come novello Cireneo porta insieme all'ammalato il peso della sofferenza e della malattia. Scrivendo a un suo giovane studente scontento perché sarebbe dovuto andare a fare il medico condotto in un paese di campagna anziché continuare la carriera più interessante di ricercatore universitario, ebbe a dire:

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