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XXV Domenica del T.O

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21 settembre 2014- anno A

XXV Domenica del Tempo Ordinario

*Isaia 55,6-9;

*Salmo 144;

*Filippesi 1,20-24.27;  

*Matteo 20,1-16

Nella seconda lettura della liturgia di questa domenica, San Paolo ci invita a comportarci in maniera degna del Vangelo di Cristo: “Comportatevi però da cittadini degni del Vangelo”. Vangelo significa “buona notizia”. Tutto il Vangelo è una buona notizia, ma anche tutta la Bibbia è una buona notizia per noi. E ogni domenica (anzi, ogni giorno) nella liturgia ci viene proposta questa buona notizia. Il questa liturgia domenicale qual è la buona notizia che Dio ci offre?
Certamente la buona notizia è che la morte non è la fine di tutto, perché Gesù è risorto dai morti, ha vinto la morte. Buona notizia è ancora che noi che siamo uniti a lui, risorgeremo con lui. Oppure, più generalmente, la buona notizia è che abbiamo un Padre celeste che si occupa di noi, che niente è lasciato al caso nella nostra vita, che tutta la nostra esistenza è nelle sue mani, che ognuno dei nostri capelli è contato. Anche questa è una buona notizia.
Questa domenica la buona notizia la troviamo subito nella prima lettura e poi, più chiaramente nel brano di vangelo di Matteo. Dunque: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie”. Il Dio che noi adoriamo è tanto vicino a noi, si è persino “fatto uomo”, in tutto simile a noi; lo sentiamo tanto vicino nei vari momenti della nostra vita, sperimentiamo continuamente il suo perdono, la sua misericordia, ci nutriamo continuamente di Lui nell’Eucarestia… Ma è anche un Dio “lontano”: i suoi “pensieri” sono trascendenti; le sue vie, i suoi progetti sono tanto lontani dai nostri pensieri e dalle nostre vie. La vita che Dio ci vuole donare in Cristo è una vita sopra-naturale. Per capire questo dobbiamo spogliarci della logica umana e sforzarci di capire la logica di Dio. Abbiamo bisogno di liberarci dal nostro egoismo e accettare senza condizioni i “pensieri e le vie “ di Dio: “quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri”. L’orizzonte dei nostri pensieri e del nostro agire è così limitato, e spesso così pesante e limitante… Meno male che i pensieri di Dio “sovrastano” i nostri poveri pensieri!
Con queste convinzioni dobbiamo leggere la parabola che ci viene raccontata nel Vangelo. Certo, questa parabola non può venire accettata da chi ragiona con mentalità “sindacale”. Ma Gesù non voleva parlare di “giustizia sociale” o dei “diritti dei lavoratori”. Le ultime parole del brano che abbiamo ascoltato in questa domenica, ci spiegano chiaramente il senso della parabola. Gesù chiede ai suoi ascoltatori: “Non posso fare delle mie cose quello che voglio?”. Non pretendiamo di avere “diritti” sui doni di Dio. Sono doni e Dio dona a chi vuole, cioè a tutti; e dona con generosità che non dipende da nostri meriti o diritti (che non abbiamo). Dio è amore, e ama tutte le creature, quelle che hanno cercato di vivere da cristiani fin dalla nascita, come quelle che si sono convertite a Lui un momento prima della morte. Dio dona abbondantemente e generosamente a tutti, perché ama tutti. Certo, per capire questo modo di fare di Dio, dobbiamo vincere la nostra invidia: “Tu sei invidioso perché io sono buono?” dice Gesù a noi. Togliersi di dosso l’invidia significa imparare l’amore, il vero amore, come quello di Dio che “fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi”.
Riflettiamo sulla differenza fra il nostro modo di valutare e quello di Cristo. L’alleanza di Dio con l’uomo si fonda esclusivamente sull’assoluta libertà di Dio, sulla gratuità, sulla magnanimità e generosità di Dio. Cose che non rientrano purtroppo nelle categorie di cui abitualmente ci serviamo. Quanto è bello e rasserenante scoprire questa infinita bontà di Dio, e quanto è bello sapere che Dio agisce sempre così anche con me, che fatico a uscire dai miei pensieri tanto limitati! E’ una festa entrare nei pensieri di Dio e percorrere le sue vie!

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