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Domenica V del Tempo di Quaresima

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6 aprile 2014- anno A

Domenica V del Tempo di Quaresima

Letture bibliche:

*Ezechiele 37, 12-14;

*Romani 8, 8-11;

*Giovanni 11, 8-45

Ogni giorno, al mattino, scendo nelle sale mortuarie: ci sono sempre fratelli e sorelle defunti. Prego per loro con le parole bellissime della liturgia e con parole che mi vengono spontanee dal cuore; li benedico, aspergendoli con l’acqua santa, quasi lavandoli dai loro peccati perché si presentino a Dio purificati, senza dimenticare che noi tutti possiamo essere “lavati dal peccato” solo col sangue di Cristo. Li guardo, uno per uno, e penso… Nei loro volti ci sono spesso i segni terribili dei tentativi, andati a vuoto, di sanare la malattia che li ha portati alla morte, la tensione causata dalla sofferenza che nessuno è riuscito a calmare del tutto, la deformazione tragica del viso derivata dalla sofferenza e dalla volontà di sfuggire alla fine della vita terrena, i segni sfacciatamente e tristemente evidenti della dissoluzione già iniziata e che si completerà nel sepolcro…
Mi viene spesso un groppo alla gola: un uomo, una donna che in vita erano forse belli, attivi, lavoratori, intelligenti, buoni, caritatevoli, che hanno fatto tanto nella società dei vivi… sono ora lì muti, con il loro corpo che porta già i segni della decomposizione.
Il “discorso” non può finire lì. La mia mente si riempie della visione del profeta Ezechiele: una sterminata pianura piena di ossa di persone defunte: “Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle ed erano tutte inaridite. Mi disse: Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere? Io risposi: Signore Dio, tu lo sai. Egli mi replicò: Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete: saprete che io sono il Signore. Io profetizzai come mi era stato ordinato. Mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano”. Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato”.
Visione piena di meraviglia, di gioia, di speranza … in cui ritrovo me stesso e tutti i morti che ho davanti a me in queste fredde sale mortuarie. Sento i dubbi che bloccano tante persone su questo nostro futuro. Anche Ezechiele le sentiva; e le sentiva anche Dio che dice a Ezechiele ( e a noi!): “Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti… Ma dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe... Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete… saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”.
Ora capisco meglio le parole di San Paolo (seconda lettura): “E se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo spirito che abita in voi”. Guardo i fratelli e le sorelle che giacciono nel loro letto funebre: la loro morte non è la fine di tutto, ma un passaggio, “tragico” e misterioso, in attesa che Gesù dica loro, come a Lazzaro (vangelo): Vieni fuori dal sepolcro, rivivi per l’eternità nella bellezza della tua persona, corpo e anima, nella visione beata di Dio.
Non è illusione, la mia. Sento forti nel mio cuore e nella mia mente le parole di Gesù (dette a Marta e a Maria, ma anche a ciascuno di noi): “Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”.
Vedo con cuore e occhi diversi i miei fratelli e sorelle che giacciono davanti a me nella rigidità della morte: sono corpi in dissoluzione, ma in attesa che Cristo dica anche a loro, come a Lazzaro: Vieni fuori! Vieni fuori dal sepolcro, vieni fuori dalla morte e vivi nella gioia piena ed eterna della visione di Dio: “Egli abiterà con loro … e asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate… Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Apocalisse 21).
Sarà meraviglioso.
Purché rispondiamo positivamente alla domanda che Gesù ha posto a Marta: Credi tu questo ?

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