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Messaggio dei Cappellani per la Festa di San Michele Arcangelo patrono dell'ospedale Brotzu

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Festa di San Michele ArcangeloLocandina-San-Michele-Arcangelo-2015-ultima-versione-compressor
Cagliari, 29 settembre 2015
Ospedale Brotzu


Carissimi amici, il Signore vi dia pace,
Siamo giunti anche quest’anno a celebrare la festa del nostro santo patrono, affidando a lui le gioie, le speranze e le sofferenze della nostra anima e del nostro fisico.
Con sincera gratitudine noi Cappellani vogliamo ringraziare il Signore e San Michele per tutto il lavoro fatto in questo ultimo anno in ospedale: la nascita del Consiglio Pastorale Ospedaliero, le iniziative di preghiera e di solidarietà per i malati, il rapporto sempre più stretto con il personale, la stima che le persone nutrono nei nostri confronti. Vogliamo vedere tutto questo come il “segno” che il Signore costruisce con noi la sua “Casa” qui al Brotzu (cf. Sal 126).
Dio non si stanca di mettere radici dove il cuore dell’uomo lo lascia entrare. Attraverso Gesù, Dio Padre, chiama l’uomo a vivere con Lui un rapporto di stabilità (cf. Gv 15,7), di familiare intimità che nessuna cosa potrà mai separare (cf. Rm 8,26-39).
Vivendo la realtà dell’ospedale, sentiamo forte l’appello alla Misericordia che Papa Francesco ha rivolto ai cristiani indicendo l’Anno Giubilare della Misericordia che si aprirà il prossimo 8 dicembre.
Il santo Padre, raccomanda ai cristiani di riscoprire in quest’anno le opere di Misericordia corporali e spirituali, proprio come verifica del nostro “essere in Cristo”. Quale miglior suggerimento per noi che lavoriamo in ospedale e siamo quotidianamente a contatto con i corpi sofferenti e i cuori feriti ?
Sappiamo bene come una casa non si caratterizza per le sole mura, ma per gli individui che la abitano e la rendono tale.
Poiché la nostra casa è il Brotzu, desideriamo che l’ospedale sia ripieno di Dio, ripieno di una presenza di Misericordia che circondi l’uomo dall’inizio della vita fino alla sua conclusione. Desideriamo che tutti noi dipendenti – “esperti della salute fisica o spirituale” – diventiamo portatori di Misericordia ogni qual volta incontriamo il malato.
Avvicinando il sofferente siamo chiamati in quest’anno a manifestare nella nostra persona la Misericordia di Dio, che non possiamo slegare dalla verità e dalla giustizia. Misericordia che ha il suo vertice nel sacrificio della Croce di Cristo. Sentiamo forte l’esigenza di avere un cuore che prova compassione per la miseria altrui: solo così la nostra vita potrà passare dal “Dio raccontato, al Dio incontrato”.
Il Signore per intercessione di San Michele vi benedica tutti.
p. Ivano e p. Marco

 

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